
di Giorgio Bernardini
Approvata in giunta la delibera per rivedere le misure di reinserimento dopo le proteste
Cambio in corsa dopo il mismatch. La Regione è stata costretta a modificare le regole del suo «reddito di cittadinanza» dopo un avvio che aveva mostrato tutte le difficoltà della misura. Il Reddito di reinserimento lavorativo, pensato per sostenere i disoccupati in condizioni economiche fragili e accompagnarli verso una nuova occupazione, è stato infatti corretto dalla giunta guidata da Eugenio Giani con una revisione dei requisiti di accesso.
Alla base della scelta ci sono numeri che hanno evidenziato uno squilibrio evidente tra l’interesse dei cittadini e la reale possibilità di ottenere il contributo. Dal 2 aprile scorso, giorno di apertura del bando, gli accessi alla piattaforma regionale sono stati oltre 1.200. Le domande risultate realmente ammissibili, però, si sono fermate a 47, come ha spiegato giovedì Il Tirreno anticipando le motivazioni del cambio di strategia.
Il dato ha infatti acceso un campanello d’allarme negli uffici regionali e nell’assessorato al Lavoro guidato da Alberto Lenzi: il rischio concreto era che una misura da 23 milioni di euro — annunciata come uno strumento strutturale di contrasto alla precarietà e alla




