Cinque sub italiani sono morti durante un’immersione alle grotte di Alimathà, alle Maldive. La condirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini si è immersa in prossimità dello stesso sito e racconta come vengono organizzate le escursioni e quali sono le criticità.
«Alle Maldive non si possono fare immersioni oltre i 30 metri, l’ideale è restare tra i 20 e i 25 – ha spiegato – Se i cinque sub italiani sono scesi a 50 metri dovevano obbligatoriamente farlo con delle miscele speciali per le quali è necessaria una preparazione particolare». Potrebbe quindi esserci stato un problema relativo alla dotazione delle bombole sulla barca oppure a ciò che c’era nelle bombole stesse e che avrebbe potuto farli andare in iperossia: «Uno o due di loro potrebbe essersi sentito male e gli altri potrebbero essersi adoperati per aiutarli, una situazione difficile in una grotta a 60 metri», specifica la giornalista.
Un’altra ipotesi possibile è che uno o due siano rimasti incastrati da qualche parte e gli altri, per aiutarli, si siano trovati senza possibilità di risalire: «Il recupero dei corpi e l’autopsia ci aiuteranno a chiarire cosa è successo, ma di certo un errore deve essere stato fatto».




