
di Claudio Del Frate
Il centro di detenzione per migranti, voluto da Trump e tristemente noto per le sue condizioni degradanti potrebbe cessare di funzionare il mese prossimo, secondo quanto riportano i media Usa.
Il centro di detenzione per migranti sinistramente noto come «Alligator Alcatraz», aperto da Donald Trump in Florida, potrebbe chiudere il mese prossimo. La notizia, benché non abbia ancora avuto conferme ufficiali, è stata riportata da numerosi media americani tra cui il New York Times e la Cnn. Il dietrofront sarebbe stato causato non dalle proteste e dai ricorsi delle associazioni per i diritti – che da tempo denunciano le disumane condizioni in cui vivono i detenuti – ma dagli esorbitanti costi di gestione della struttura.
Da tempo «Alligator Alcatraz» era oggetto di ripensamenti e voci su una imminente chiusura. In mancanza di un annuncio ufficiale i media statunitensi citano il fatto che ai fornitori del centro di detenzione sarebbe stata comunicata l’interruzione dei contratti a partire dal mese di giugno: una conferma indiretta, dunque, del fallimento del progetto.
Secondi i dati dell’ICE in questi giorni ad «Alligator Alcatraz» si trovano 1.400 detenuti, tutti migranti bersaglio delle retate volute da Donald Trump. Aperta nei primi




