
di Luigi Ippolito
Streeting (Sanità) si dimette, ma prende tempo. Passo avanti del «re del Nord» Burnham
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Resta un governo in stato di rianimazione, quello di Keir Starmer, dopo un’altra giornata politica convulsa che si è consumata ieri fra Westminster e Downing Street.
Tutti si aspettavano le dimissioni del ministro della Sanità, Wes Streeting, e il lancio da parte sua di una sfida formale per la guida del Partito laburista e del governo. Ma a sparigliare le carte è arrivato, all’alba, l’annuncio che la ex vicepremier, Angela Rayner, aveva risolto il suo contenzioso col fisco e rimosso così il principale ostacolo a una sua candidatura: lei è la paladina della sinistra del Labour e in un confronto diretto con Streeting, esponente della destra blairiana, avrebbe avuto facilmente la meglio.
Così, attorno a ora di pranzo, arriva l’annuncio delle dimissioni di Streeting, che dice di aver «perso fiducia» in Starmer.
Ma la sfida diretta per la leadership non si materializza: per lanciarla, occorrono le firme di 81 deputati laburisti a sostegno, e a detta di molti Streeting non è riuscito a raccoglierle (per la Bbc si è fermato a 44).




