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di Rosanna Scardi
Il comico racconta la sua vita diventata una serie tv tra ironia e realtà. Oggi 15 maggio, ospite all’Integrazione Film Festival, all’Auditorium di piazza Libertà
«Non è facile essere un comico di colore in Italia. Non si capisce se il pubblico rida per le battute o assecondi la risata solo per il colore della pelle». A parlare è Nathan Kiboba, uno dei volti più conosciuti delle «Iene» di Italia Uno, ospite di Iff, l’Integrazione Film Festival, oggi (15 maggio), alle 18.30, all’Auditorium Cult di piazza Libertà, l’attore comico presenterà la serie tv, «Nathan K.», che ne racconta la storia e le cui prime due puntate pilota sono disponibili su Raiplay. L’attore congolese, 30 anni, dialogherà con la nuova guida artistica del festival, Maurizio Bousso, a sua volta impegnato nella serie. Insieme a loro ci saranno Chloe Vescovi e Rebecca Ricci, oltre alla direttrice del casting Martina Orcese e al suo aiuto Mario Lei. Tra stereotipi, pregiudizi e risate, la serie è una delle prime produzioni italiane che ragionano su razzismo e multiculturalità con ironia e comicità, nonostante la serietà dei temi trattati.
Kiboba, perché è difficile per chi è di colore far ridere in




