
L’azzurro dopo la sconfitta con Ruud: “Avevo dato il massimo nei giorni scorsi e oggi era finita la benzina. Questo torneo mi fa sentire più forte”
“Questa semifinale vale come un trofeo vinto. E allora la dedico alle due persone più importanti della mia vita: mia nonna, che purtroppo non c’è più, e mio padre”. Così Luciano Darderi si congeda dal Foro Italico, al termine di una cavalcata esaltante che lo ha visto battere il numero 3 del mondo Zverev e l’astro nascente Jodar, approdando per la prima volta in carriera nel G4 di un Masters 1000. Sulla scia di quanto ha raccontato nell’intervista esclusiva pubblicata oggi sulla Gazzetta, in conferenza stampa dopo il match perso contro Casper Ruud, l’azzurro ha dichiarato: “Mia nonna mi è sempre stata vicina. Chissà se da qualche parte lassù mi avrà visto. Il suo sogno era che diventassi un tennista professionista, direi che ce l’abbiamo fatta. E poi faccio una dedica ovviamente a mio padre. Se oggi sono quello che sono, come atleta e come persona, dentro e fuori dal campo, lo devo a lui. Devo ringraziarlo veramente di cuore perché ha fatto di tutto per farmi diventare un giocatore di tennis, e lo




