Home / Spettacoli / Fabio Genovesi racconta il Giro d’Italia dando il senso del paesaggio

Fabio Genovesi racconta il Giro d’Italia dando il senso del paesaggio

image

di Aldo Grasso

La sua narrazione si accende proprio quando la corsa attraversa le sue fasi interlocutorie

Come ho sottolineato più volte, il Giro d’Italia non è soltanto un evento sportivo: è un racconto itinerante del nostro Paese. Dopo la partenza all’estero, il ritorno entro i confini nazionali ha riacceso quell’atmosfera irripetibile fatta di strade tinte di rosa, borghi in festa e paesaggi che paiono fondali del «teatro della vita». Ora i pomeriggi tv ritrovano un senso compiuto.

Mentre Eurosport (con il collaudato quartetto Gregorio, Magrini, Belli e Moser) si rivolge a una nicchia di «puristi», la Rai deve parlare a un pubblico generalista. Lo fa schierando una squadra imponente: Pancani, Garzelli, Cassani, Rizzato, oltre a Fabretti, Giada Borgato (ormai è tempo che affianchi Pancani nella telecronaca) e Martinello.

E poi c’è lui, lo scrittore Fabio Genovesi. A me sembra che abbia portato nel racconto del Giro qualcosa che nelle cronache sportive spesso latita: il senso del paesaggio, della provincia e dell’umanità che gira attorno allo sport.

La sua narrazione si accende proprio quando la corsa attraversa le sue fasi interlocutorie. È tra i borghi improbabili, lungo le linee del mare, sulle montagne meno celebrate

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: