
di Martina Zambon
I protagonisti della «Space economy» nei due piani di stand a Venezia . Accordo Irca-Leonardo per gli elicotteri
Suggestiva, sì, ma decisamente sempre più concreta. Gli indizi sulla crescita quasi vertiginosa della Space economy in terra veneta sono ovunque percorrendo i due piani zeppi di stand della Marittima, a Venezia. Prendiamo ThinkQuantum, un’azienda che 4 anni fa era in fasce con 5 dipendenti.
«Vetri spaziali»
Oggi, spiega Marco Lamonato, «siamo oltre 35». Qui l’ambito è quello delle comunicazioni basate su tecnologia quantistica, il futuro, ad esempio, della crittografia inespugnabile che viaggia sui fotoni e, ormai, ragiona non solo di fibra ottica, come infrastruttura, ma anche di satelliti. Questo è un esempio, fra i tantissimi, di quella «supply chain» raccontata con entusiasmo da Federico Zoppas, presidente della Rir «Air», la rete innovativa regionale dedicata all’aerospazio che ormai conta 103 aziende venete. No, non sono più soltanto l’arcinota Officina Stellare di Vicenza (che peraltro, dalle sue ottiche montate su elementi spaziali e le collaborazioni stabili con Asi ed Esa, le Agenzie spaziali italiana ed europea, sta per inglobare anche altre società per arrivare a produrre interi sistemi, come spiega Pierpaolo Pergola, direttore vendite) o Isoclima, altro gigante




