
L’Inps rigetta le richieste di isopensione per i lavoratori nel sistema contributivo: l’incertezza sui calcoli futuri blocca le uscite anticipate.
Il tema previdenziale torna a essere caldo. Le pensioni contributive, ovvero quelle calcolate in base ai contributi versati, oltre a essere inferiori a quelle retributive, come è noto, riservano una sorpresa in più, non piacevole. Gli scivoli di accompagnamento alla pensione, con strumenti quali l’isopensione e l’assegno straordinario dei fondi settoriali di solidarietà, al momento sono quasi del tutto inaccessibili ai lavoratori con l’assegno calcolato con il contributivo.
L’isopensione è uno strumento di prepensionamento (scivolo) che permette alle aziende con più di 15 dipendenti, in situazioni di esubero o riorganizzazione, di accompagnare i lavoratori alla pensione anticipata o di vecchiaia fino a 7 anni prima (limite esteso fino al 31 dicembre 2026, poi 4 anni).
L’Inps e il nodo della certificazione futura
Secondo quanto riporta Il Sole24Ore, l’Inps sta rigettando le richieste di persone che, dopo il periodo di esodo dall’azienda, accederanno alla pensione anticipata o a quella di vecchiaia contributive perché non può determinare oggi l’importo della pensione futura, soggetta a una serie di variabili. Ma andiamo con ordine. Gli scivoli sono nati per accompagnare il lavoratore fino




