
di Gian Guido Vecchi
Il cardinale Fernando Filoni: «Con gli Usa la porta del confronto è sempre aperta»
«C’è un passo dell’Apocalisse nel quale Gesù dice: io sto alla porta e busso. Attende che gli aprano, perché le porte vanno sempre aperte e non chiuse, mai».
Il cardinale Fernando Filoni ha una vasta esperienza diplomatica e ne ha viste tante, come quando fu il solo ambasciatore a rimanere a Bagdad, nel 2003, sotto i bombardamenti americani: «Anche al tempo della guerra in Iraq, Giovanni Paolo II tentò di arrestare il conflitto e rimase fermo nella sua posizione. I fatti e la storia gli hanno dato ampiamente ragione».
E ora, eminenza?
«La Santa Sede non segue la logica della contingenza che spesso è prerogativa del mondo politico. Non dimentica mai che dietro ogni crisi, dall’Iran a Cuba, ci sono anzitutto i popoli. Non stiamo parlando di idee astratte ma del dolore di milioni di persone. A loro è rivolta la prima attenzione della Chiesa. Le politiche vengono dopo. La linea è sempre stata molto chiara, anche se non sempre è chiaro ai leader. Ma i leader cambiano e la Sede apostolica mantiene la sua linea».
Stamattina Leone




