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“Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto”: la doppietta nel derby e la frase cult di Beppe Viola

La settimana prima lo stesso Beccalossi si era lanciato in una previsione: “Col Milan vinceremo 2-0 e segnerò almeno un gol”. Pronostico centrato: e l’Inter tornò a vincere una stracittadina dopo cinque anni, gettando le basi per il 12° scudetto

Carlo Tagliagambe

Giornalista

6 maggio 2026 (modifica alle 13:25) – MILANO

Narra la leggenda del bar sport che quella famosa frase “Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto” sia nata in campo,  pronunciata dallo stesso Beccalossi dopo una doppietta in un derby, a mo’ di sfottò verso gli avversari milanisti (e nello specifico al portiere Albertosi). Spolier: non è così, anche se ai tifosi nerazzurri piace crederlo. Uno dei tanti atti di fede che fa sconfinare il pallone nel costume e nelle tradizioni di un popolo, il nostro, da sempre appassionato di campanili. A chiarirlo però fu lo stesso Beccalossi: “Mi piace scherzarci, ma la verità è che io non ho mai detto niente del genere ad Albertosi. Ormai però quella frase me l’hanno attribuita e me la tengo volentieri”. Anche perché il Becca ne ha fatto un must. In campo e, persino… nella pubblicità. Qualcuno infatti si

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