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Calendimaggio: tra riti e stagionalità, i piatti che segnano l’inizio della primavera

Il Calendimaggio è una delle ricorrenze più antiche del nostro calendario rurale. Il termine stesso deriva dalle “Calende” di maggio, il primo giorno del mese, che i romani dedicavano alla dea Maia, simbolo di fecondità e risveglio. Nato come rito agrario per salutare il ritorno della luce, questa festa non ha una data precisa di riferimento e si celebra più o meno lungo tutto il mese, a seconda dei posti. Il “Calendimaggio” conserva l’eredità di celebrazioni ancestrali: dalle feste celtiche di Beltane ai Floralia romani. È la festa del risveglio, un passaggio che la cucina italiana ha sempre codificato trasformando le prime risorse della terra in simboli di abbondanza e condivisione.

Calendimaggio: tra riti e stagionalità, i piatti che segnano l’inizio della primavera

Il Calendimaggio di Assisi Calendimaggio di Assisi: tra rievocazione medievale e cucina storica

Sebbene le celebrazioni siano diffuse lungo tutta la Penisola, è ad Assisi che la festa trova la sua espressione più maestosa. Durante la sfida tra la Nobilissima Parte de Sopra e la Magnifica Parte de Sotto, la città riabbraccia le sue origini medievali, portando questa atmosfera anche nelle taverne rionali.

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Qui la gastronomia è un esercizio di recupero storico: zuppe di cereali, legumi e la celebre Torta al Testo – servita con salumi

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