di Francesca Monti
I fondi specializzati sul reddito fisso hanno raccolto nel 2025 oltre 24 miliardi, mentre il saldo tra sottoscrizioni e vendite per gli azionari e per i bilanciati è stato negativo. Con l’eccezione dei prodotti focalizzati su Europa e Milano
Nel 2025 l’industria del risparmio gestito ha registrato una raccolta netta di 38,2 miliardi di euro. Circa la metà, per la precisione 16,7 miliardi, frutto dei flussi in entrata alle gestioni di portafoglio (gestioni patrimoniali retail, previdenziali e assicurative) e un’altra metà appannaggio dei fondi comuni aperti. All’interno di questo segmento, anche nel 2025 si sono distinti i fondi obbligazionari capaci di catturare 24,4 miliardi di raccolta netta, distanziando ampiamente i fondi monetari (5,8 miliardi), l’unica altra macro categoria in «verde» in termini di raccolta netta annua. Infatti sia i flessibili (-6,6 miliardi), che i bilanciati (-9,5 miliardi) e gli azionari (-5 miliardi) hanno chiuso il 2025 con un saldo negativo tra nuove sottoscrizioni e riscatti.
La divaricazione
Questa divaricazione di preferenza da parte degli investitori italiani è ancora più sorprendente alla luce dei rendimenti che queste categorie hanno messo a segno lo scorso anno. Infatti se l’indice Fideuram dei fondi obbligazionari




