
di Luigi Ippolito
Zack Polanski, già ipnotista e attore, ora guida il partito «eco-populista». «La guerra alla droga non funziona: serve un mercato regolato, con le vendite in farmacia»
È un voto cruciale, quello di giovedì per le amministrative in Gran Bretagna, perché sono elezioni che possono segnare la fine del governo di Keir Starmer: ci si aspetta un bagno di sangue peri laburisti e c’è la possibilità che il premier annunci le dimissioni entro la fine della settimana.
I grandi vincitori saranno la destra di Nigel Farage ma anche i Verdi, che sotto la guida di Zack Polanski sono diventati una formazione «eco-populista» a sinistra del Labour, interessati più alla giustizia sociale (e a Gaza) che non all’ambiente.
I Verdi si sono posizionati come una alternativa credibile per gli elettori progressisti delusi dai laburisti e soprattutto a Londra ci si attende che infliggano pesanti perdite al partito di governo.
A guidarli è il carismatico e iper-mediatico Polanski, un «Farage di sinistra» che c’è chi vede perfino come primo ministro in un futuro neanche troppo fantapolitico in cui i Verdi rimpiazzerebbero i laburisti come primo partito della sinistra.
Lui è un personaggio colorito, con un passato




