
Dietro il fenomeno degli “sdraiati” c’è la mano degli Usa (dice il regime)
La paranoia dei potenti. La paranoia al potere. Se uso questi termini, probabilmente per associazione di idee, voi pensate subito al presidente del paese dove io abito, Donald Trump. Invece voglio parlarvi del presidente e del paese in cui sto per tornare a breve. La Cina di Xi Jinping. A parte le purghe continue di generali delle sue forze armate che ormai lo mettono alla pari con Mao Zedong e Stalin, due grandi paranoici famosi per liquidare tanti loro collaboratori, si consideravano sempre circondati da complotti, adesso c’è un’altra teoria del complotto davvero paranoico che circola in Cina e riguarda gli sdraiati.
Gli sdraiati sono un fenomeno sociale, culturale, generazionale di cui si parla da tempo in Cina. È una generazione di giovani, spesso neolaureati, che faticano a trovare un lavoro o comunque un lavoro all’altezza della loro formazione e delle loro aspettative. La disoccupazione giovanile, l’ultimo dato ufficiale in Cina, parlava del 21% di disoccupati, dopodiche le statistiche hanno cessato di essere pubblicate. Erano troppo scomode e imbarazzanti per il regime. Sta di fatto che c’è una generazione di giovani cinesi che, delusi




