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I bicchieri del BarLume: vini e Spritz per inchiodare il colpevole

Le saracinesche si alzano di nuovo a Pineta. O meglio, a San Vincenzo e Follonica, dove la troupe della 14ª stagione de I delitti del BarLume ha trasformato il palazzo comunale e la Torre in set cinematografici. Mentre la produzione di Sky Cinema prosegue nel tradurre per lo schermo i romanzi di Marco Malvaldi, noi abbiamo scelto di analizzare quello che, a tutti gli effetti, è un pilastro portante della saga: il ruolo degli alcolici. Nel microcosmo di Pineta (località immaginaria della costa toscana, ndr), vino, Campari e birra non sono semplici comparse sul bancone, ma veri e propri dispositivi narrativi e “reagenti” chimici capaci di far precipitare la verità.

I bicchieri del BarLume: vini e Spritz per inchiodare il colpevole

Nel BarLume non si indaga solo con la logica: il ruolo di vino, amari e alcol Un bar autentico, lontano dalle mode

Il BarLume non è un locale da mixology creativa. È il classico bar di provincia italiano, dove i riti sono immutabili. Qui la carta dei cocktail è ridotta all’osso: giusto qualche Spritz o un aperitivo classico per i turisti, utili a far risaltare il contrasto tra la quotidianità del paese e le mode “forestiere”. Per i frequentatori abituali, la gerarchia dei consumi riflette una mappa umana precisa. Come nota lo

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