
di Fabrizio Caccia e Simone Canettieri
Nuova giornata di tensione sulla Biennale di Venezia, dopo gli scontri tra Buttafuoco e Giuli sul padiglione russo e su quello di Israele. Botta e risposta tra Fondazione (che esclude l’ipotesi del commissariamento) e ispettori
Le dimissioni della giuria internazionale le aveva messe nel conto tanto che prima di scrivere il comunicato per spiegare che cosa accadrà adesso, Pietrangelo Buttafuoco si sfoga con i suoi collaboratori più stretti: «Li ho sollecitati, a un certo punto ho pensato: ma sì, meglio allora che se ne vadano...».
Sulla Laguna è un’altra giornata thriller. Del resto, la Biennale di Venezia su questo punto spinosissimo, le dimissioni della giuria a 10 giorni dall’inaugurazione ufficiale (ormai annullata), ha voluto esser chiara anche con gli ispettori del ministero della Cultura, nella loro visita di due giorni terminata ieri sera: «Siamo stati noi — hanno spiegato i rappresentanti della Fondazione — a far presente ai giurati internazionali la portata mediatica, ai danni della Biennale, della loro decisione di escludere una settimana fa Israele e Russia dai premi, ma anche il loro personale rischio di esposizione al risarcimento dei danni», dopo che i legali dell’artista israeliano Belu-Siomion Fainaru avevano




