di Redazione Economia
Boom di liquidazioni giudiziali nel primo trimestre del 2026: +23%, oltre i livelli pre-Covid. Finita la fase di sostegni, emergono fragilità e selezione tra imprese, con commercio e servizi più colpiti
La tregua è finita. Le imprese italiane tornano a cadere e i numeri riportano indietro l’orologio: nel primo trimestre del 2026 le liquidazioni giudiziali salgono a 2.885, in aumento del 23,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Non solo: per la prima volta dalla pandemia si supera anche il livello del 2019, ultimo anno “normale” prima del Covid. Il segnale è netto. Dopo anni drogati da moratorie, aiuti pubblici e sospensioni, il sistema sta tornando a fare i conti con le sue fragilità strutturali. L’accelerazione è evidente anche nel confronto con gli ultimi anni: +37,1% rispetto al 2024, +50,9% rispetto al 2022. Una dinamica che certifica la fine della fase protetta e l’inizio di una selezione più dura tra le imprese.
Geografia della crisi: Lombardia in testa
Il conto più salato lo paga la Lombardia, con 572 liquidazioni (quasi il 20% del totale). Seguono Lazio (464) e Campania (275). Poi Toscana, Piemonte e Veneto. All’estremo opposto, numeri contenuti in Valle d’Aosta, Molise e




