In poco meno della metà dei 1.500 comuni lombardi esiste un mulino. Partendo da questo dato tutt’altro che insignificante, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a grande maggioranza una legge per valorizzare e recuperare il patrimonio costituito da 708 mulini storici sparsi in gran parte delle 12 province. Realtà non solo custodi della memoria collettiva, ma anche investimento strategico per lo sviluppo del territorio. È questo l’obiettivo della legge sul recupero delle secolari strutture, giunta al traguardo dopo una serie di incontri con gli enti locali, le associazioni di categoria, appassionati e volontari, che si sono svolti in Commissione Cultura.

Lombardia, i mulini storici diventano risorsa per turismo e territorio
Una legge per tutelare memoria, territorio ed energia
«La Lombardia – è stato detto in aula – cuore produttivo d’Italia, vanta una rete di mulini che, dal Medioevo al Novecento, hanno plasmato paesaggi, economie locali e comunità». I mulini sono veri testimoni del lavoro della terra; esempi di sudore, fatica e sacrificio. Con la nuova legge il Pirellone interviene in modo organico, garantendone la sopravvivenza fisica e riattivandone il potenziale culturale, turistico ed energetico. Inoltre intende incentivare l’utilizzo nelle politiche di




