DA E5 A E20
In un periodo in cui preoccupa molto la dipendenza dalle fonti energetiche provenienti da zone del mondo turbolente, torna d’attualità il dibattito su come si possa ridurre il fabbisogno di petrolio. Da anni, la benzina più diffusa in Italia in Europa è identificata con la sigla E5: ciò significa che il carburante contiene fino al 5% di bioetanolo, un alcol derivato dalla lavorazione di cereali e altri prodotti agricoli. La percentuale così bassa consente di utilizzare questo carburante su tutti i motori a benzina, anche su quelli delle auto più datate.
Negli anni si è diffusa in alcuni distributori anche la variante E10, con al massimo il 10% di bioetanolo, generalmente compatibile su vetture più recenti, soprattutto prodotte dal 2011 in poi. Ora si sta valutando la possibilità di introdurre a livello europeo anche l’E20, miscelando la benzina con 20% di bioetanolo: la Commissione Europea sta infatti esaminando se possano essere consentite concentrazioni di bioetanolo superiori. Ma cosa significherebbe ciò per gli automobilisti?
EFFICIENZA E CRITICITÀ
Oltre a compensare la CO2 prodotta allo scarico con quella assorbita dalle piante durante la loro crescita, il bioetanolo ha un numero di ottani più elevato, agendo quindi come un




