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Turismo, conflitti e voli a rischio favoriscono l’estate in Veneto: previsto un +12%

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di Martina Zambon

Su mare e montagna si parla di sensibili aumenti: «In forte crescita anche il nuovo “turismo industriale”»

Turismo in tempi incerti, turismo che muta pelle e intercetta nuovi flussi. I riflettori se li prende il turismo di prossimità causa conflitti e incertezze nei trasporti. Lo certifica Mauro Rosatti, advisor per il Turismo di Confindustria Veneto. «Il Veneto nel 2025 ha avuto 22 milioni di arrivi – spiega l’advisor – e il ‘26 sicuramente potrà sorprenderci. Le tensioni internazionali ci sono ma i dati sui primi quattro mesi di quest’anno vedono tutti segni più. E le stime previsionali sull’anno in corso arrivano a un +12% sul cluster hotel-mare e addirittura un +15% per la montagna. Sostanzialmente stabili le città d’arte con un +2%. Interessante anche la composizione dei nostri turisti. Il 45% sono coppie, le famiglie si fermano al 25,5%: pesa evidentemente il calo demografico. I viaggi di lavoro sono allo 0,8%, quelli di gruppo il 13,3% ma è notevole il dato sui viaggiatori singoli: 15,4%. Anche se, ad essere precisi, da dopo la pandemia osserviamo che la stragrande maggioranza di questi viaggiatori ha con sé un animale da compagnia. Ed ecco che le politiche

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