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Garlasco e quella finestra di 23 minuti: come la scienza sta smontando la colpevolezza di Alberto Stasi

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Nuove perizie medico-legali e anomalie sul DNA nei pedali della bicicletta: ecco gli elementi che potrebbero portare alla revisione del processo per Alberto Stasi.

Il caso di Alberto Stasi, condannato con sentenza definitiva dopo un processo tortuoso a 16 anni di carcere, torna sul tavolo della giustizia con un carico di atti che sembra riscrivere la storia del giallo di Garlasco. La Procura di Pavia, però, nonostante in questi mesi di indagini abbia curato la raccolta di perizie, consulenze e intercettazioni, da questo momento è fuori dalla partita.

Tecnicamente non può chiedere la revisione del giudicato a carico di Stasi. Il pallino passa alla Procura generale di Milano o, in alternativa, alla difesa. È dentro questo schema che si inserisce l’incontro tra il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, e il procuratore generale di Milano, Francesca Nanni. Quarantacinque minuti di riunione. Con un unico momento pubblico che ha annunciato che non ci saranno fughe in avanti. «Non sarà uno studio né veloce né facile», ha affermato Nanni. Settimane, forse mesi. E una domanda che vale i quasi 20 anni di indagini, processi, sentenze e poi di nuovo indagini: dentro quelle carte ci sono davvero nuove prove?

L’ombra di Sempio e

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