
di Marika Giovannini
«Servirebbe un rafforzamento del trasporto pubblico: su questo, credo che il confronto con la Provincia debba essere più serrato»
Nelle ultime settimane il nodo della sicurezza ha occupato gran parte dello spazio in agenda. Ma a trecento giorni dall’avvio del suo secondo mandato, Franco Ianeselli ci tiene ad allargare lo sguardo. Per ricordare le sfide che, da maggio ad oggi, sono state lanciate o portate avanti dalla consiliatura precedente. Con un punto fermo: «Trento — dice il sindaco — ha una vocazione di città sociale». Che dialoga anche con le città a nord. Bolzano, in primo luogo. Ma anche Innsbruck. Tessendo strategie comuni in particolare sui temi culturali.
Sindaco Ianeselli, dalle elezioni del 2025 sono passati 300 giorni. Quali sono le sfide che sta affrontando la sua amministrazione e la città in questo primo scampolo di mandato?
«Rispondo ricordando innanzitutto un concetto che considero centrale: per quanto mi riguarda, rimane forte la necessità di interpretare e di esaltare la vocazione di Trento come città sociale. In questi giorni ho partecipato a un appuntamento del progetto sull’educazione agli stili di vita sani, che prevede la colazione con bambine, bambini e genitori. E ho trovato una città




