di Federico Fubini
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza da 194 miliardi di euro, partito con la pandemia e in scadenza proprio quest’anno, nel tempo si è inabissato in modo carsico
Questo articolo è tratto dalla newsletter settimanale «Whatever It Takes» di Federico Fubini. Per iscriversi questo è il link.
C’è molta confusione sotto il cielo della politica in Occidente. L’Italia non è un’eccezione, ma è emblematica di come possa divenire strano il dibattito pubblico nelle democrazie mature. Al governo Giorgia Meloni si professa pro-europea eppure manda il suo ministro degli Esteri al trumpianissimo Board of Peace, che nessun altro serio Paese europeo o nessun altro Paese del G7 neppure sfiora; la premier si professa filo-ucraina, ma manda un video di sostegno alla campagna elettorale di Viktor Orbán, il leader ungherese (ora sconfitto) che ha bloccato fino all’ultimo gli aiuti a Kiev; Meloni poi condanna le forzature contro la brigata ebraica e i sostenitori dell’Ucraina alle manifestazioni del 25 aprile, ma non ha una sola parola per i coniugi romani recanti i simboli dell’Associazione nazionale partigiani colpiti da un uomo a volto coperto con un fucile ad aria compressa a Roma.
All’opposizione Elly Schlein, leader di




