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Pizza napoletana: donne protagoniste nella gestione, ma ancora poche al banco

Lo scorso gennaio, presso la sede centrale del Cnr, a Roma, l’Osservatorio socio-economico della pizza napoletana (Osepn) ha presentato dati interessanti sul business della pizza napoletana. Il comparto, con un fatturato di oltre 15 miliardi di euro, rappresenta una colonna portante del sistema agroalimentare italiano. Tuttavia, gli interessi di ricerca dell’Osservatorio si sono estesi oltre l’analisi dei costi e dei consumi, andando a indagare una dimensione talvolta trascurata: il ruolo della donna in un settore sospeso tra tradizione secolare e modernità manageriale.

Pizza napoletana: donne protagoniste nella gestione, ma ancora poche al banco

Pizza napoletana, il divario di genere passa ancora dal banco

Il ruolo delle donne tra presenza e squilibri

L’indagine svolta va a fare luce su un paradosso di genere che merita ulteriore approfondimento e scaturisce riflessioni. Se, da un lato, le donne sono da sempre presenti nel business della pizza napoletana, con ruoli imprenditoriali e gestionali, il cuore pulsante del mestiere, il bancone, resta a predominanza maschile.

Nel 1807 le pizzerie a Napoli erano 54 e ben 7 avevano proprietà femminile; ad oggi, da un questionario sottoposto dall’Osepn a 101 pizzerie affiliate con l’Associazione verace pizza napoletana, si rileva che il 38,5% delle proprietà è affidato a donne e il 51% della gestione

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