di Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi
Dalla compagnia assicurativa 216 milioni di dividendi a maggio. Gli scenari sul risparmio gestito
Nuovi scenari anche in Generali. Ieri, durante l’assise del Leone, chiamata ad approvare il bilancio annuale e la remunerazione dei vertici, è emerso che Unicredit è passata da una quota del 6,68% all’8,7%, in larga parte coperto da derivati. Non si sono invece mossi gli altri azionisti: il Monte con una partecipazione, attraverso Mediobanca, del 13,19%; la holding Delfin al 10,02%; il gruppo Caltagirone al 6,26%; ed Edizione al 4,86%.
«Investimento finanziario»
Unicredit consolida così la posizione di terzo socio di Trieste. È senza dubbio stato un buon investimento, visto che allo stacco dei dividendi del 20 maggio, la banca guidata dal ceo Andrea Orcel incasserà cash 216 milioni sugli 1,5 miliardi di cedole rese possibili da 4,3 miliardi (+14,5%) di utile nel 2025 messi a segno da Donnet. Senza contare l’apprezzamento del titolo Generali, + 20% solo nell’ultimo anno. «È un investimento finanziario. Ci garantisce un rendimento interessante», ha fatto sapere Unicredit. In un momento in cui negli ambienti finanziari si parla di una nuova ondata di consolidamento, nella catena che dal Mps arriva a Generali attraverso




