
A Garlasco riprende quota l’ipotesi di un killer esterno, mentre le nuove perizie e testimonianze sono favorevoli a Sempio e Stasi
Delitto e castigo. Potrebbero essere queste le tre parole che riassumono il caso di Garlasco, che corrispondono anche al titolo dell’immortale romanzo di Fëdor Dostoevskij. Se non fosse che la condanna a 16 anni ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi lascia più di qualche dubbio. In tal caso, sarebbe forse più opportuno parlare di «Castigo senza delitto», per citare un famoso racconto del secolo scorso di Ray Bradbury. Ma anche di «Delitto senza castigo», sempre dello stesso autore, perché se è vero che le indagini su Andrea Sempio porteranno, probabilmente, a un rinvio a giudizio (e non all’archiviazione), è altrettanto vero che gli indizi sul 37enne appaiono non sufficientemente forti per una condanna. E così, alla luce degli ultimi aggiornamenti, è rispuntata l’ipotesi di uno o più killer esterni, che Chiara conosceva poco o non conosceva affatto.
Cosa scagionerebbe Stasi e Sempio
A escludere Stasi sarebbe la perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, depositata alla Procura di Pavia, che contiene i nuovi rilievi e le nuove tracce decisivi per decidere del destino di Sempio. Il documento, che




