di Mirko Giustini
Secondo la ricerca di Ipsos per l’app di incontri Gleeden, oltre il 60% degli intervistati dichiara di utilizzare chatbot di Ai per migliorare le strategie di seduzione
Alle intelligenze artificiali si può chiedere proprio di tutto. Perché allora non interrogarle per questioni affettive? A fotografare quello che ormai oggi è un fenomeno in continua crescita ci ha pensato l’istituto Ipsos attraverso una ricerca basata su un campione di 1.500 adulti italiani tra i 18 e i 60 anni, commissionata dall’app di incontri discreti Gleeden.
Il dating
Il dato più rilevante riguarda la diffusione dell’Ai nel contesto del dating: oltre il 60% degli intervistati dichiara di utilizzare chatbot come ChatGPT per migliorare le proprie strategie di seduzione. Le applicazioni variano dalla composizione di messaggi di corteggiamento all’analisi delle risposte ricevute, fino all’interpretazione di segnali ambigui o interruzioni improvvise della comunicazione (il cosiddetto ghosting). In particolare, il 65% degli interpellati ne ha fatto ricorso per risolvere un problema di coppia, il 64% per affrontare momenti di crisi relazionale, il 60% per valutare la fedeltà del partner, il 66% per avere informazioni di educazione sessuale, il 60% per affrontare problematiche legate all’intimità e il 57% per esplorare



