
di Adriana Logroscino
«Marina Berlusconi? Mai incontrata ma ne apprezzo i consigli»
Enrico Costa, lei è stato eletto presidente del gruppo di Forza Italia in nome del rinnovamento. Vi mette a disagio che il governo vada avanti sul decreto Sicurezza nonostante i rilievi del Quirinale? Non è una forzatura? «Esattamente il contrario: la presidente del Consiglio con pragmatismo e buon senso ha annunciato un provvedimento ad hoc, andando incontro alle considerazioni dell’Avvocatura che questa maggioranza ha sempre ascoltato con attenzione. È fondamentale che sia assicurata assistenza a tutte le persone, soprattutto le più deboli, tanto nella fase giudiziale che in quella stragiudiziale».
Nessun disagio nemmeno riguardo all’emendamento sulla remigrazione?
«Premesso che il rimpatrio volontario è un elemento fondamentale dei programmi Ue e non c’entra niente con la remigrazione, sin da subito Forza Italia ha evidenziato che uno Stato liberale deve mettere tutti nelle condizioni di far valere le proprie ragioni e ha lavorato per garantire lo svolgimento dell’attività difensiva con il massimo dell’autonomia, libertà e indipendenza, senza alcuna ambiguità».
Sul tema dei migranti, però, Forza Italia, peraltro sollecitata dai fratelli Berlusconi a battersi per i diritti, ha posizioni diverse dagli alleati. Come dimostra anche la contromanifestazione




