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Famiglia nel bosco, si allontana l’ipotesi di un affido esclusivo a papà Nathan

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di Valentina Baldisserri e Ilaria Sacchettoni

I Trevallion divisi da ormai cinque mesi. La relazione al Tribunale della curatrice dei bambini

Divisi da ormai cinque mesi, i Trevallion, la famiglia anglo-australiana che ha scelto la vita nei boschi abruzzesi, vede allontanarsi l’eventualità di un temporaneo ricongiungimento sotto la responsabilità paterna, soluzione propiziata, in teoria, dalla maggiore affidabilità riconosciuta a papà Nathan.

Stando alle parole della curatrice legale dei bimbi, Marika Bolognese, nella relazione al Tribunale, si tratterebbe di una misura che diverge dalla necessaria prudenza: «La richiesta di immediato ricongiungimento familiare o, in subordine di affido esclusivo al padre appare, allo stato degli atti, del tutto destituita di fondamento clinico e giuridico».

Nei giorni successivi all’allontanamento di mamma Catherine dalla casa famiglia di Vasto, l’ipotesi aveva preso quota. «Sotto il profilo tecnico giuridico — aggiunge ora Bolognese — tale istanza collide con l’attuale regime di sospensione della potestà genitoriale che attinge (riguarda, ndr) entrambi i reclamanti; la sospensione, infatti, configura un’incapacità giuridica temporanea a esercitare le funzioni di cura e protezione rendendo l’affido a uno dei due genitori un paradosso normativo in costanza di provvedimento ablativo (contenitivo, ndr) o limitativo». 

La curatrice aggiunge una seconda

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