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La foca monaca è tornata stabilmente nel Tirreno: la conferma del Dna ambientale

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di Silvia Morosi

I ricercatori hanno rilevato il Dna della foca monaca soprattutto in aree insulari, caratterizzate da coste rocciose e grotte marine, habitat ideale per l’attività riproduttiva di questa specie

La foca monaca (Monachus monachus) è tornata stabilmente nel Tirreno centrale. La conferma arriva da uno studio del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’università degli Studi della Tuscia di Viterbo, condotto nell’ambito di un progetto promosso dal National Biodiversity Future Center e realizzato in collaborazione con il Gruppo Foca Monaca. In particolare la ricerca, coordinata dal professor Daniele Canestrelli, ordinario di ecologia del Deb, si basa sull’analisi del Dna ambientale (eDNA), una tecnica che consente di individuare una specie attraverso le tracce genetiche rilasciate nell’acqua, senza bisogno di osservarla in modo diretto. 

Analizzando quasi 300 campioni raccolti tra il 2023 e il 2025 tra Arcipelago Toscano, costa continentale toscana e laziale e Arcipelago Pontino, i ricercatori hanno rilevato il Dna della foca monaca soprattutto in aree insulari, con coste rocciose e grotte marine, habitat ideale per l’attività riproduttiva di questa specie. Il dato più rilevante riguarda l’Arcipelago Pontino: per la prima volta viene documentato in modo certo il ritorno della specie in quest’area, dove finora gli avvistamenti

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