
di Paolo Valentino
Sergei Kirienko, numero 2 dell’amministrazione russa, ha messo nelle liste solo dei burocrati ed è insorto il ministro della Difesa Andreij Belousov
BERLINO – Non gliene va bene una, in questa fase, a Sergei Kirienko, numero due dell’Amministrazione presidenziale russa, ma soprattutto vero stratega elettorale di Vladimir Putin e uomo degli incarichi più delicati.
Rispondeva direttamente a lui, infatti, la Social Design Agency, la speciale cellula «politico-tecnologica» creata al Cremlino per influenzare segretamente le elezioni ungheresi in favore di Viktor Orbán, autodefinitosi fedele «servitore» di Putin dentro l’Unione europea. Tutto è stato inutile. Non sono serviti a impedire la sconfitta del satrapo di Budapest, le decine di migliaia di messaggi concepiti in Russia e postati sui social network da ungheresi influenti, che lo accreditavano come l’unico candidato in grado di mantenere l’Ungheria sovrana, «un leader forte con amici globali», mentre il suo rivale Peter Magyar veniva descritto come «un pupazzo di Bruxelles senza appoggi nel mondo».
Ma come se non bastasse, Kirienko si ritrova adesso coinvolto in una lotta interna al potere russo, che lo mette in aperto conflitto con il ministro della difesa, Andreij Belousov, astro nascente del patriottismo ultranazionalista. Una brutta gatta da




