Home / Economia / Hormuz e petrolio iraniano, perché le incredibili giravolte di Trump (che aveva sottovalutato lo Stretto) riguardano anche la Cina

Hormuz e petrolio iraniano, perché le incredibili giravolte di Trump (che aveva sottovalutato lo Stretto) riguardano anche la Cina

di Gianluca Mercuri

Da una parte il blocco Usa sembra mirare a togliere all’Iran la principale carta negoziale, ma dall’altra sta già facendo schizzare di nuovo verso l’alto i prezzi del greggio

Questo articolo è stato pubblicato su Rassegna Stampa, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati. Per leggerla occorre iscriversi a Il Punto: lo si può fare qui.

Dunque, lunedì 13 aprile (alle 4 italiane) è scattato il blocco navale dello Stretto di Hormuz da parte degli Stati Uniti, annunciato da Trump dopo il fallimento del primo round negoziale con l’Iran in Pakistan. Una rappresaglia per il rifiuto iraniano di soddisfare una delle principali richieste americane, che riguardava proprio la riapertura del collo di bottiglia attraverso cui passano il 20% del petrolio e il 25% del gas mondiali. E nonostante la riapertura – per un giorno, venerdì scorso, dello stretto da parte dell’Iran dopo l’annuncio del cessate il fuoco Usa-Libano dei giorni scorsi, Trump ha precisato che il blocco navale Usa – relativo a navi che navigano da/per porti iraniani – resta in vigore. 

«O tutti o nessuno», dice il presidente americano. Cioè, o passano tutte le navi o saremo noi a fermarle tutte. Se

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: