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Perché Roll Over Beethoven di Chuck Berry è stato un pezzo fondamentale per il rock & roll (e per i Beatles)

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di Matteo Cruccu

Compie 70 anni lo storico brano del chitarrista, poi interpretato dai Fab Four

«Se al rock’n’roll volessi dare un  altro nome, potresti chiamarlo Chuck Berry»: non si è mai parlato abbastanza della venerazione che John Lennon (ma non solo lui, tutti i Beatles) provava per il grande chitarrista. Prova ne sia questa testimonianza d’affetto e tutte le cover che i quattro fecero a inizio carriera, inserendole anche nei primi album. 

Una sorta di padre nobile per la più grande band della storia. E uno dei pezzi cardine, per lui ma anche per i Beatles, «Roll Over Beethoven» proprio oggi compie settant’anni: perché fu il pezzo che lanciò in orbita Chuck, primo, vero, grande suo successo, dopo gli esordi accidentati che nel 1955 lo videro finire anche in galera. E, otto anni dopo, cantato da George Harrison in questo caso,  sarebbe stato uno dei brani trascinanti  del secondo album «With the Beatles».

Ma perché fu un pezzo così decisivo?  Al di là del discorso sonoro, l’ineguagliabile riff suonato con il passo d’oca marchio di fabbrica, è il testo a essere fondamentale. Quando Chuck dice “Roll over Beethoven/
Tell Tchaikovsky the news”
se la sta apparentemente prendendo

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