
di Alessandro Sala
Carla Rocchi, presidente di Enpa, chiama in causa direttamente la figlia del fondatore di Forza Italia affinché interceda sul partito, tra i firmatari del disegno di legge che estende l’attività venatoria. E Meyer (ass. Gaia): «Giorgia Meloni non si metta contro la volontà popolare»
Sulla riforma della caccia l’Enpa si gioca la mozione degli affetti. E si rivolge direttamente a Marina Berlusconi affinché, vista la sua influenza sulla maggioranza e in particolare su uno dei partiti che la compongono, Forza Italia, si attivi per fermare l’accelerazione impressa al disegno di legge 1552, ribattezzato dal fronte animalista «la legge sparatutto».
Il testo è in discussione al Senato e porta le firme di tutti i capigruppo della coalizione di governo, compreso Maurizio Gasparri che ora non lo è più ma che ai tempi in cui fu depositato era alla guida dei senatori azzurri. È stata la stessa presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, ad appellarsi alla figlia di Silvio Berlusconi chiedendole di «intervenire sulla sua forza politica» per fermare il ddl «che stravolge la legge nazionale sulla tutela della fauna e sulla regolamentazione della caccia». Per Rocchi l’attività venatoria è considerata «odiosa» da gran parte dei cittadini italiani. E la riforma finirebbe col «consentire




