
di Serena Palumbo
Membro dell’equipaggio dell’ultima missione attorno alla Luna, AstroChristina racconta: «Sadie mi ha insegnato tutto quello che c’è da sapere sull’essere un animale di supporto emotivo»
La vera ricchezza per chi viaggia è tornare e trovare qualcuno che lo aspetti. Anche quando quel viaggio ha superato i confini della Terra, spingendosi fino al lato più oscuro della Luna. Lo dimostra la storia dell’astronauta statunitense Christina Koch che, rientrata dalla missione Artemis II, ha trovato dietro la porta di casa il suo cane Sadie.
Membro dell’equipaggio di Artemis II, Koch è diventata la prima donna a spingersi oltre l’orbita terrestre in direzione della Luna. Un traguardo personale, che si affianca a quello raggiunto insieme ai compagni di missione – Reid Wiseman, Victor Glover e Jeremy Hansen – protagonisti di un’impresa storica. Durante il viaggio, i quattro astronauti hanno infranto un limite rimasto simbolico per decenni, stabilendo il nuovo record di distanza dalla Terra mai raggiunta dall’uomo: 406.777 chilometri, superando così il primato di 400.171 chilometri del 1970 della missione Apollo 13.
Ma ciò che ha colpito maggiormente Koch, una volta raggiunta quella distanza, è stata la visione del pianeta. «Onestamente, non era solo la




