di Giuliana Ferraino
Il World Economic Outlook taglia la crescita globale al 3,1% e vede l’Italia ferma allo 0,5% per il biennio 2026-2027. «Siamo già vicini allo scenario peggiore»
L’aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, diffuso a Washington in occasione del tradizionale appuntamento congiunto con la Banca mondiale, formalizza il passaggio dell’economia globale da una fase di faticosa ripresa a un’altra di estrema incertezza, dominata dal «rischio della più grande crisi energetica dei tempi moderni».
Il Fmi ha rivisto al ribasso la crescita mondiale per il 2026: le stime ufficiali indicano 3,1%, ma la realtà corre molto più forte delle tabelle statistiche. Il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas non ha usato giri di parole per descrivere la fragilità del momento. Sebbene il «quadro di riferimento» del Fondo monetario internazionale ipotizzi ancora una crescita globale inferiore solo dello 0,2% rispetto al 3,3% ipotizzato in precedenza, si tratta di uno scenario di base che appare ormai appeso a un filo. È una fotografia scattata un attimo prima dell’ultima escalation, che l’evoluzione quotidiana del conflitto sul campo minaccia di rendere anacronistica. Gourinchas ha ammesso che siamo già in una terra di mezzo: stiamo scivolando verso lo «scenario




