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Zverev e il diabete di tipo 1: dalla diagnosi a 4 anni ai due Slam. Ecco come gestisce la malattia

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Gli hanno dato per anni dell’incompiuto, dell’eterno piazzato. Sascha Zverev si è preso la sua rivincita conquistando il secondo Slam in un anno: dopo il Roland Garros il tedesco ha vinto anche gli US Open battendo in finale l’americano Shelton e insidiando addirittura il primo posto di Jannik Sinner nel ranking ATP. Tutto questo convivendo da sempre con il diabete di tipo 1, una malattia che distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, la quale deve essere quindi iniettata manualmente e che – a differenza del diabete di tipo 2 – non dipende dall’età e può colpire anche i bambini, come successo a Zverev, costretto ad ogni partita a diverse iniezioni di insulina (anche 4 o 5 in un singolo match) per mantenere stabili i livelli della glicemia e a convivere con una patologia non facile da gestire. Il tedesco ha dimostrato, nonostante i tanti pareri avversi ricevuti durante la sua carriera, che si può arrivare ad altissimi livelli anche con il diabete di tipo 1, tanto da ricordarlo anche dopo la vittoria di New York: “Questa malattia non ci definirà. Tutti possiamo diventare ciò che vogliamo essere”. Ecco come ha fatto e come ha gestito la malattia.

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