Contro Monza, Cagliari, Napoli e Real, i nerazzurri hanno creato tantissimo e concretizzato poco. Serve più cinismo di fronte a un Udinese che l’anno scorso vinse a San Siro
Giornalista
14 settembre – 11:24 – MILANO
Inter baldanzosa, quella che finora non ha lasciato briciole nelle tavole italiane e ha spaventato il grande Real nel suo tempio, ha segnato in tre incroci di campionato le stesse reti dell’anno passato: otto a questo punto del cammino, ma intanto è cambiato il mondo. Nel 2025-26 era partita col singhiozzo, aveva perso sei punti e due partite giusto all’inizio, mentre adesso è a punteggio pieno con tutt’altro vento che soffia alle spalle. Il gol, in fondo, è stato la costante di tutta la stagione scudettata, marchia la squadra di Chivu, la identifica perché l’allenatore romeno può attingere ad opzioni multiple: sfonda con la ThuLa, la creatura mostruosa che ha risvegliato dai mari l’anno passato, ma anche con le punte subalterne come Pio Esposito, senza contare i laser da fuori degli specialisti alla Calha e le incursioni della batteria di mezzali d’assalto e di saltatori specializzati in arrivo




