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Zangrillo: «Il dialogo di Lo Russo con Askatasuna ha portato violenza molto vicina al terrorismo. Oggi mi sentirei pronto per governare il Piemonte»

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di Christian Benna e Marco Fallara

Il ministro della P. A.: «Non è nelle mie corde candidarmi come sindaco di Torino. Il centrodestra dispone di molti profili adeguati. Marrone? Prematuro fare nomi»

«Vedo tanti, forse troppi, parlamentari No Tav che viaggiano sui Frecciarossa e poi si schierano contro l’Alta velocità in Valsusa. Il risultato di questa politica accondiscendente è che si è alimentata una cultura di anti-Stato, e così quelle forme di protesta sono diventate delinquenziali e poi veri e propri atti di terrorismo». 
Il j’accuse al dialogo a tutti i costi, anche con frange «estremiste», «come ha fatto il sindaco Lo Russo con Askatasuna» arriva dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, ospite del Corriere Torino, per ribadire il Sì alla Tav e o tolleranza zero ai violenza.

Ministro Zangrillo, perché la Valsusa è diventata la Valle dei no?
«La presenza prolungata di contestatori non è un fatto da Paese civile, specialmente quando la necessità di investire in infrastrutture è condivisa da quasi tutte le forze politiche. Perché a livello internazionale dobbiamo disporre di trasporti e logistica adeguati. Invece qui non si parla quasi più della Tav, ma solo di proteste e di agenti feriti. Bisogna dire

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