di Fabrizio Roncone
Parla il presidente di Rcs MediaGroup, dieci anni dopo la scalata che lo portò al vertice: «C’era un debito da 430 milioni, ora siamo tra 50 e 60 milioni di utile. È vero che Corriere e La7 hanno due linee diverse, ma l’errore peggiore per un editore è modificare il Dna»
Anniversario: il 3 agosto del 2016, Urbano Roberto Agostino Cairo, più noto come Urbano Cairo, diventa presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup. Il pomeriggio seguente, alle 16, un portiere gli apre il portone a vetri di via Solferino 28. Le immagini che seguono sono in dissolvenza: c’è un fotografo, parte un breve applauso, sbloccano il tornello e lui subito va su per la scalinata dove sono appese le foto di molte leggendarie firme del Corriere.
Cos’altro ricorda, presidente? «Che tutto, in realtà, era cominciato nel luglio di tre anni prima». Adesso dovete immaginarvelo da solo, di notte, al volante della sua auto, fermo a una semaforo. Le persone, in attesa del verde, decidono le cose più svariate. «Io telefono al mio broker. Sta dormendo, mi scuso, gli dico: in Rcs stanno completando l’aumento di capitale… E, un minuto




