
di Federica Bandirali
Orbit ha legato il suo nome soprattutto a «Ray of Light», l’album del 1998 che segnò la rinascita artistica della Regina del Pop
Il mondo della musica piange William Orbit, produttore e compositore britannico morto all’età di 69 anni. Considerato uno degli innovatori più importanti del pop elettronico, Orbit ha legato il suo nome soprattutto a «Ray of Light», l’album del 1998 che segnò la rinascita artistica di Madonna e le regalò alcuni dei più grandi successi della sua carriera, tra cui «Frozen», «Ray of Light» e «The Power of Good-Bye».
L’album binse tre Grammy Award e contribuì a ridefinire il sound del pop di fine anni Novanta. Per molti, per molti,«Ray of Light» rimane il disco più bello della Regina del Pop.
Nel corso della sua carriera collaborò anche con Blur, All Saints, U2, Pink e Beth Orton, lasciando un segno profondo con il suo stile raffinato, capace di fondere elettronica, ambient e melodia.
La notizia della sua scomparsa è stata annunciata dalla famiglia, che ha fatto sapere che Orbit è morto nella sua abitazione lo scorso 23 luglio. Con lui se ne va un produttore visionario, capace di influenzare generazioni




