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Volo Flydubai, dai mancati controlli ai silenzi dei Paesi: ecco i 5 errori che hanno portato il primo ufficiale in cabina

di Leonard Berberi

Hamam al-Hammami era stato allontanato dall’Oman perché sorpreso a consultati siti sull’estremismo islamico. Poi è stato assunto a Dubai senza verifiche

La compagnia aerea che l’ha selezionato e poi gli ha imposto un programma di «de-radicalizzazione» non ha avvisato le altre aviolinee. Il Paese che l’ha allontanato dalla cabina di pilotaggio non ha condiviso l’informazione all’esterno. Il vettore che l’ha assunto in seguito non ha fatto i controlli richiesti. Il nuovo Stato di residenza non si è accorto dei suoi precedenti. E quello che avrebbe dovuto effettuare lo screening antiterrorismo dell’equipaggio non l’ha fatto non una, ma più volte. 

Cinque falle del sistema aeronautico, una dietro l’altra e protrattesi per almeno un paio d’anni, non si erano mai viste. Eppure il 30 settembre scorso si sono tutte sovrapposte nella cabina di un Boeing 737 Max decollato da Dubai con 182 persone a bordo (2 piloti, 6 assistenti di volo, 174 passeggeri), con destinazione Tel Aviv, e fatto atterrare d’emergenza nel deserto saudita dopo aver rischiato di schiantarsi a oltre 950 chilometri orari. 

Meno di una settimana dopo la tragedia sfiorata del volo Flydubai — che avrebbe avuto gravi ripercussioni non soltanto

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