
Detto questo, per l’IG Metall la proposta ha in sé “un enorme potenziale di conflitto” e non può che generare una “forte opposizione”. Pertanto è considerata “abbastanza irrealistica”, ma il sindacato ha comunque chiesto al consiglio di gestione di “fornire al più presto una chiara spiegazione ai lavoratori” anche per sgombrare il campo da qualsiasi illazione.
Del resto, l’IG Metall evidenzia come il management abbia già “incaricato i responsabili delle risorse umane di tutto il mondo di implementare un ‘blocco degli stipendi’ fino al 2030, ovvero di mantenere invariata la scala retributiva attuale, sospendendo gli aumenti salariali”. “Questa nuova direttiva è già in vigore dall’inizio di ottobre“, aggiunge il sindacato, evidenziando come la decisione del gruppo rappresenti una “rottura” della prassi storica. Il costruttore, infatti, ha sempre previsto un adeguamento dei budget per il personale ai tassi di inflazione e ha sempre tenuto conto di eventuali aumenti salariali a livello locale o regionale.
L’IG Metall fornisce anche un calcolo del possibile impatto del congelamento degli stipendi per quattro anni consecutivi. All’attuale ritmo di crescita dei prezzi al consumo in Germania e in tutta l’Eurozona, il blocco fino al 2030 comporterebbe probabilmente una perdita salariale (in termini reali) di almeno il




