
di Antonino Padovese
La guida del «Corriere» firmata da Luciano Ferraro e James Suckling premia Massimo Gianolli e Federico Veronesi: fratelli e sorelle, madri e figlie, i racconti di un settore tra cambiamento climatico e cambio dei consumi
Per secoli il vino «era un compagno della tavola, popolare e amichevole, immancabile nelle dispense e nelle cantine di ogni famiglia». Oggi non è più così ma resta «uno strumento per capire la terra e conoscere il mondo». Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, si sofferma sull’attuale mondo del vino nell’introduzione alla tredicesima edizione della guida I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia, scritta assieme al super critico enologico James Suckling e in edicola per due mesi con il Corriere.
Se lo scorso anno tra i produttori veneti contenuti nella guida era possibile individuare nel ricambio generazionale il fil rouge, quest’anno ci si sofferma in particolare sulle grandi e piccole famiglie del vino. A cominciare dai due imprenditori premiati, entrambi legati a Verona: Massimo Gianolli (Collina dei Ciliegi) e Federico Veronesi (Oniwines). Il primo ha completato il sogno del padre Armando, 100 anni compiuti, di trasformare il vecchio borgo in Valpantena dove il genitore era cresciuto dopo la




