
Il talento si eredita nelle prove giovanili mondiali, dove le nuove promesse emulano le storiche imprese dei genitori sulle strade del Nord e sui percorsi olimpici del cross country.
Quando il ciclismo è un affare di famiglia, questione di geni, passione che si tramanda di generazione in generazione. Ai Mondiali di Montreal non sono pochi, anzi, i figli d’arte che riportano al centro della scena cognomi già sentiti cercando di imitare, e perché no superare, i successi dei genitori e dei nonni. Il più famoso, e non certo da questi giorni, è sicuramente Mathieu Van der Poel, che domenica andrà a caccia dell’oro della prova clou degli elite: fuoriclasse eclettico e conclamato, ha superato sia papà Adrie, vincitore di Fiandre e Liegi negli anni 80, sia l’amatissimo nonno Raymond Poulidor, che tra l’altro al Mondiale proprio di Montreal nel 1974 arrivò secondo, battuto da Eddy Merckx. Ma in questi ultimi giorni sono state le categorie giovanili a segnare maggiormente la tendenza e l’esempio più lampante è quello di Benjamin Noval: spagnolo, 17 anni, già sicuro del salto nel World Tour con Netcompany-Ineos l’anno prossimo, a Montreal è riuscito a vincere sia la cronometro sia la prova in linea tra gli




