Secondo l’amministratore delegato dell’organizzazione americana, negli ultimi dieci anni il tempo effettivo di gioco è sempre lo stesso: “Anche se sembra davvero tardi, bisogna guardare i dati. Detto questo, nessuno vuole finire alle 3.30 del mattino”
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14 settembre – 09:33 – MILANO
Craig Tiley tira dritto. Le polemiche sugli orari dello US Open, esplose dopo alcune partite terminate nel cuore della notte, non cambiano la linea del numero uno della USTA. Nel suo primo anno alla guida dell’organizzazione americana, dopo vent’anni da direttore degli Australian Open, Tiley difende la formula del torneo e conferma che le sessioni serali resteranno. A New York il caso più clamoroso ovviamente è stato il quarto di finale tra Ben Shelton e Carlos Alcaraz, terminato alle 3.33: il match concluso più tardi nella storia degli US Open.
“quale sarebbe l’alternativa?”—
Intervistato da Sky Sports da Marion Bartoli, Tiley ha risposto alle critiche senza mostrare intenzione di cambiare rotta. “Continuo a sentire molte persone dire che si finisce troppo tardi e allora chiedo: quale sarebbe il vostro suggerimento? Non ricevo alcuna proposta concreta”. Secondo Tiley, negli ultimi dieci anni il




