di Marta Serafini
Nella sua visita a Roma, la presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa rilancia il diritto internazionale umanitario come scelta politica che ogni leader è chiamato a fare. Al centro dell’agenda, la Global Initiative guidata da 122 Stati, di cui fanno parte Italia e Santa Sede
«Più guerra, unita a un minore rispetto del diritto internazionale umanitario, rischia di mettere l’umanità su un percorso molto pericoloso». Con queste parole Mirjana Spoljaric, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), ha aperto la sua visita romana, dove ieri ha incontrato Papa Leone XIV in udienza, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e separatamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Spoljaric guida il Cicr dal 2022 ed è la prima donna a ricoprire la presidenza dell’organizzazione fondata nel 1863. Svizzera, di formazione giuridica, ha alle spalle una carriera nelle Nazioni Unite e nella diplomazia del suo Paese, dove ha ricoperto incarichi di rilievo tra cui quello di ambasciatrice presso le organizzazioni internazionali a Ginevra. Alla guida del Cicr ha posto al centro del proprio mandato la difesa del diritto internazionale umanitario e il tentativo di ricostruire attorno alle regole della guerra un




