di Stefano Righi
Allungata la scadenza da quattro a sei settimane: si va al 16 giugno. Ma la partenza è molto a rilento: consegnato meno dell’1 per cento. Il gruppo italiano ha potenzialmente in mano il 42% del capitale
A tre settimane dall’inizio dell’offerta pubblica di scambio sulle azioni Commerzbank, Unicredit, attraverso la controllata Hvb, ha raccolto sul mercato meno dell’1 per cento di adesioni. All’ultima rilevazione settimanale, martedì 19 maggio, la quota apportata era pari allo 0,02 per cento del capitale. La massiccia campagna contro l’invasore italiano ha trovato terreno fertile in un certo tipo di politica a vocazione sovranista, che in alcune aree chiave della Germania arriva a controllare il 15 per cento dei voti. La misera raccolta non ha però scoraggiato l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, che rimane convinto di portare a termine l’operazione.
Orcel basa la sua convinzione su alcuni fatti oggettivi. Proviamo ad elencarli. In primis, c’è ancora molto tempo. L’ops, annunciata con una durata di quattro settimane, ha visto la notte prima della presentazione dei documenti spostare il traguardo alle sei settimane. La scadenza, a questo momento, è dunque fissata al 16 giugno. Se però Orcel dovesse toccare la propria offerta




