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Ucraina, scintille Usa-Ue. Kallas: «Gli ambaciatori americani hanno hanno lasciato Kiev dopo le minacce di Mosca, noi siamo rimasti». Ma Washington: «Falso, siamo qui»

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di Monica Ricci Sargentini

Scintille tra Ue e Stati Uniti dopo le parole dell’Alta rappresentante europea sulle minacce russe alla capitale ucraina

Piccolo incidente diplomatico tra Stati Uniti e Unione europea sul fronte ucraino. A innescare la polemica è stata una dichiarazione dell’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, secondo cui l’ambasciata americana avrebbe lasciato Kiev dopo le minacce russe di nuovi attacchi contro la capitale ucraina. Una ricostruzione subito smentita con irritazione dagli Stati Uniti. 

Parlando a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Cipro, Kallas aveva detto che «tutte le ambasciate sono rimaste, tranne una», aggiungendo: «Gli europei sono rimasti, l’America se n’è andata». Il riferimento era agli avvertimenti lanciati nei giorni scorsi da Mosca ai diplomatici stranieri e ai civili presenti a Kiev prima di una nuova escalation di bombardamenti. 

Poche ore dopo è arrivata però la replica dell’ambasciata americana nella capitale ucraina: «L’ambasciata degli Stati Uniti è aperta. Non ci sono cambiamenti nelle nostre operazioni e le notizie che affermano il contrario sono false», si legge in un messaggio pubblicato su X.
  Il caso ha costretto lo staff di Kallas a correre ai ripari. Un portavoce

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